Intervista Presidente Comites Berna e Neuchatel

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ITALIANI ALL’ESTERO – NO COMITES ! – PRES. COMITES BERNA E NEUCHATEL MARIACHIARA VANNETTI: “CRITICITA’ ? SIAMO DISPONIBILI A PARLARNE E LAVORARE INSIEME. MA, PER FAVORE, SENZA PRECONCETTI !”

(2018-05-10) iniziativa Italian Network – Maria Ferrante
Di recente, il neo deputato della Lega, Simone Billi, eletto dalla Circoscrizione Estero in Europa, ha espresso nel corso dell’Assemblea del Comites di Londra la propria posizione negativa riguardo alla sussistenza dei Comites. Una posizione già avanzata in altre occasioni da parte di esponenti della Lega.
L’esponente della Lega ha portato a supporto di tale tesi alcuni elementi: il primo dei quali e’ da ascrivere al disinteresse nei confronti di questi istituti di rappresentanza da parte delle stesse comunita’, di cui sarebbe indice la bassa partecipazione alle ultime elezioni dei Comitati degli Italiani all’estero.

In secondo luogo: ha stigmatizzato la loro blanda funzione di strumento istituzionale a servizio della propria comunità e di sostegno al “sistema” per gli italiani all’estero, che verrebbe meno alla luce del disinteresse dimostrato sul voto all’estero, la cui macchinosita’ ha contribuito allo scarso esercizio delle ultime elezioni.

In terzo luogo, alla luce di quanto sostenuto dall’on. Billi, il finanziamento indirizzato ai Comites per il loro funzionamento, potrebbe piu’ utilmente essere indirizzato al rafforzamento della rete consolare

Tuttavia, il parlamentare della Lega, ha ammesso che in passato i Comites siano stati utili, anche se ora la loro funzione sembra essere superata.

Lo stesso parlamentare, d’altra parte, ha chiesto agli esponenti dei Comites di motivare le ragioni del mantenimento in vita di tali istituti di rappresentanza diretta, concludendo con uno “stupitemi !”.

Invito che Italiannetwork /Italialavorotv ha rilanciato ai Presidente dei Comitati degli Italiani nel mondo perchè mettano in luce le ragioni della sussistenza dei Comitati degli italiani all’estero:

Ritenete che i Comites continuino ad avere una funzione utile per la comunita’ ? Quali concrete iniziative possono testimoniare questa certezza ? Quali potenzialita’ per il futuro ?

A rispondere, quest’oggi, la Presidente del COMITES di BERNA E NEUCHATEL Mariachiara Vannetti:

“Prima di tutto, vorrei ringraziare Italian Network/ Italialavorotv per aver voluto dar voce ai Comites, permettendo loro di replicare a quanto detto pochi giorni fa dal neo-eletto deputato Simone Billi, a proposito del ruolo dei Comites e del CGIE.
“Quando ho letto la volontà del parlamentare di togliere di mezzo le istituzioni rappresentative degli italiani all’estero, non mi sono francamente meravigliata molto. Infatti, penso che rientri in quella visione miope della politica che, purtroppo, abbiamo ogni giorno sotto gli occhi. Mi viene, infatti, da pensare che forse l’On Billi non conosce i progetti e le azioni che i Comites stanno portando avanti, oppure che sia stato mal informato. Per questo, se sarà presente, sarò felice di aggiornarlo durante la nostra prossima riunione di Comitato, a cui, peraltro, i parlamentari eletti nel collegio
Europa sono invitati di diritto.”

Quanto alla domanda: i Comites continuino ad avere una funzione utile per la comunità ?

“Intanto dobbiamo chiarire cosa significhi essere utili alla comunità !” afferma la Presidente Vannetti. ” Se vogliamo fare una riflessione seria e non populista o dogmatica, dobbiamo prima di tutto evidenziare alcuni parametri da cui partire per individuare politiche efficaci per la nostra comunità all’estero.

Tra più importanti :
1. Le peculiarità storiche, politiche ed politiche del paese in cui una comunità italiana si trova: é evidente, ma spesso si dimentica nella banalizzazione dei ragionamenti, che l’italiano che vive in America Latina non avrà le stesse necessità di chi si trova in Europa o in Svizzera : penso alla rete dei servizi consolari, alla lontananza dall’Italia, alle diverse economie dei paesi di accoglienza, agli effetti sociali ed economici che la migrazione italiana ha avuto nel tempo.

2. La mobilità (chi si muove perchè ha trovato un’occupazione, ma anche chi ne è alla ricerca) si differenzia sempre di più e in velocità. In tante realtà, si aggiunge alla c.d. ” vecchia migrazione” più o meno integrata e alle terze o quarte generazioni, con esigenze ed esperienze di vita evidentemente molto diverse fra loro.

3. Le politiche di integrazione messe in atto dal Paese ospitante : tra i Cantoni svizzeri, per esempio, vi è una differenza molto marcata di politiche per l’integrazione, di cui il Comites deve tener conto. Ad esempio, il Cantone di Neuchâtel ha concesso agli stranieri l’eleggibilità ai residenti nel Cantone da 5 anni, si é introdotto il concetto di interculturalità, si parla di Europa e questo comporta, per il Comites, una progettualità diversa rispetto ad altri Cantoni.

Se teniamo conto di questi fattori e se non releghiamo il Comites, spesso anche volontariamente o per ignoranza intellettuale, ad un pallottoliere con cui contare quanti passaporti o carte d’identità vengono sformate dai Consolati, allora possiamo sicuramente affermare che i Comites sono sempre di più utili alla comunità italiana ed anche al paese che ci acccoglie, che potrà avvalersi della nostra enorme esperienza di paese di migrazione, così come del nostro ” essere italiani nel mondo”.

Quali concrete iniziative possono testimoniare questa certezza?

“Sulla base di quanto affermato in precedenza, prosegue la Presidente Vannetti, il Comites di Berna e Neuchâtel ha da sempre lavorato presentando progetti, in stretta e produttiva collaborazione con l’Ambasciata d’Italia in Svizzera, le istituzioni cantonali e comunali dei Cantoni di riferimento e con quel mondo associativo aperto al confronto e alla discussione.
Penso ai progetti “Arrivare e vivere a Berna”, “Arrivare e vivere a Neuchâtel”, rivolti ai nuovi arrivati e con lo scopo principale di informare, accogliere e mettere a disposizione strumenti per una integrazione efficace e rapida.
Il progetto “Formazione per i docenti dei corsi di lingua e cultura italiana”, in collaborazione con la Scuola pedagogica svizzera, per avere strumenti didattici utili ad integrare i nostri corsi nella programmazione della scuola locale. Questo progetto, fra le altre cose, prevede l’apertura di un portale nel quale i docenti possano scambiarsi idee, progetti e proposte didattiche.

Inoltre, abbiamo organizzato eventi per celebrare il 25 aprile ed il 2 giugno, analizzando fenomeni storici importanti per il nostro Paese e cercando di attualizzarli. Abbiamo infatti parlato di scuola, di Europa, della Resistenza italiani in Svizzera, presentato e commentato il docufilm su Sandro Pertini.
Abbiamo proposto film e prossimamamente parleremo del fenomeno del ’68 , di che cosa ne resta oggi. Sempre con ospiti importanti e di qualità.
Abbiamo partecipato alla settimana della lingua italiana nel mondo e alla settimana della cucina italiana nel mondo.

Ed ancora, nel corso del 2017 abbiamo organizzato cinque incontri informativi sulla fiscalità, in collaborazione con i patronati e, a Neuchâtel, con il servizio cantonale delle imposte.
‘Last, but no last’ il ” Progetto legalità”, costruito con il Comites di Zurigo e Basilea. Vorrei sottolineare la buona pratica di far rete fra i Comites che, spero, andrà avanti anche con progetti futuri. L’obiettivo che volevamo raggiungere con questo progetto era di sollecitare prima di tutto la nostra comunità, ed in particolare i giovani, a riflettere sul tema della legalità.
Abbiamo avuto il privilegio di ospitare l’On Rosy Bindi, Franco La Torre, Giuseppe Pietramale e, fra pochi giorni, Giovanni Impastato, fratello di Peppino.
Abbiamo organizzato corsi di formazione per i docenti, dando loro spunti per affrontare al meglio l’argomento legalità in classe. Grazie ad uno straordinario interesse dei media svizzeri, non solo abbiamo raggiunto l’obiettivo fissato, ma siamo andati oltre : abbiamo ribaltato l’immagine dell’Italia da “Il paese di Totô Riina, al Paese di Falcone e Borsellino”,
mettendo a disposizione della politica svizzera la nostra immensa esperienza di paese dell’antimafia ed ottenendo risultati molto positivi, oltreché i complimenti delle istituzioni italiane e svizzere”.

Quali potenzialità per il futuro?

“Una grande voglia di continuare a lavorare con e per la nostra comunità, nonostante chi voglia mandarci a casa, chi si senta minacciato nel suo ‘status quo’ o chi non abbia paura di cambiare anche la fisionomia dell’essere e fare comunità oggi in Svizzera” afferma la Presidente del Comites di Berna e Neuchâtel”.

Per quanto riguarda le nostre prossime attività, fra le tante in cantiere, mi permetto di ricordarne alcune, che partono da concetti-chiave innovativi e per noi imprescindibili.
Siamo sempre di più confrontati ad un’italianità diffusa : l’italianità non è più patrimonio esclusivo di chi ha un passaporto italiano. La nostra cucina, l’arte, la musica, la nostra lingua, il “vivere all’italiana”, appartiene trasversalmente a tutti” stigmatizza Mariachiara Vannetti, che sottolinea “Tutto cio’ ci deve far sentire orgogliosi di essere italiani, ma allo stesso tempo ci attribuisce una funzione speciale : proporre e mettere a disposizione di tutti il nostro essere italiani. Da questa base partono le prossime iniziative, per esempio di promozione della lingua italiana. Presenteremo libri e stimoleremo dibattiti che partano dal presupposto che ormai in Svizzera l’italiano non è parlato solo da chi viene dall’Italia e dai ticinesi, ma, sempre di più, da chi semplicemente lo ama.

Ancora, la promozione di film di coproduzione italo-svizzera, così come il rafforzamento dei progetti per i nuovi arrivati, con particolare attenzione a chi arriva in Svizzera alla ricerca di un lavoro.

Infine, mi preme sottolineare che, se da una parte i Comites devono lavorare adattandosi ai tempi e captandone le novità, dall’altra non dobbiamo dimenticare che abbiamo una storia di migrazione straordinaria, che abbiamo il dovere di non dimenticare, ma anzi dobbiamo cercare di trasmettere ai giovani, come strumento per comprendere meglio i fenomeni attuali.
Per questo, grazie alla collaborazione dell’Università di Ginevra, abbiamo avviato delle ricerche storiche che mettono in evidenza il contributo essenziale della comunità italiana nella crescita della Confederazione. Tale ricerca sarà diffusa nelle scuole dei Cantoni di nostra competenza e stiamo lavorando per chiedere ai Ministri cantonali per l’educazione di consacrare alcune ore di lezione alla storia della migrazione in Svizzera, partendo proprio dalla nostra ricerca.
Tutto ciò continuando e rafforzando la collaborazione con l’Ambasciata, le istituzioni svizzere e tutti (tanti !) coloro che, in silenzio e senza utilizzare i social, ci testimoniano il loro affetto e ci incitano ad andare avanti.

In conclusione, l’onorevole Billi ha affermato che avrebbe cambiato idee se lo avessimo stupito. Normalmente si stupisce con effetti speciali. A me gli effetti speciali non piacciono molto : preferisco le cose concrete, frutto di tanta passione e di un grande lavoro che, sottolineo, è puro volontariato.

Ci sono delle criticità ? Siamo disponibili a parlarne e lavorare insieme, anche perché, credo, dovrebbe essere una delle attività prioritarie di un parlamentare. Ma, per favore, senza preconcetti e fuori da facebook…” e’ la conclusione della Presidente del Comites di Berna e Neuchâtel” Mariachiara Vannetti. (10/05/2018 -Maria Ferrante – ITL/ITNET)